Le Linee Guida forniscono lo strumento di regolamentazione degli incentivi fiscali, legati alla misura del cosiddetto Sismabonus, con uno specifico riferimento all’edilizia privata e produttiva, costituendo il primo strumento di attivazione di una concreta politica di Prevenzione Sismica del patrimonio edilizio abitativo e produttivo del Paese. Il sistema di incentivazione Sismabonus prevede che le spese sostenute dall’1 gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 per interventi di messa in sicurezza relativi al rischio sismico di una costruzione siano detraibili dall’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) o dall’imposta sul reddito delle società (IRES). La quota totale detraibile è ripartita in cinque quote annuali ed è calcolata in funzione della Classe di Rischio dell’edificio su un tetto massimo di spesa di 96mila euro annuo per unità immobiliare.

Il Sismabonus è una misura intrapresa per riconoscere sgravi fiscali finalizzati ad incentivare interventi di adeguamento e miglioramento sismico dei fabbricati esistenti. La detrazione è pari al 70% -80% nel caso di edifici produttivi o residenziali, ripartita in 5 rate annuali di pari importo.

La Legge di Bilancio 2017, approvata il 21 dicembre 2016, ha voluto fare del Sismabonus lo strumento di valutazione e prevenzione nazionale del rischio sismico degli edifici. Lo strumento attuativo è il decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti con cui sono stabilite le Linee Guida per la classificazione di rischio sismico delle costruzioni nonché le modalità per l’attestazione, da parte di professionisti abilitati, dell’efficacia degli interventi. Il decreto, con le Linee Guida allegate, firmato il 28 febbraio dal Ministro, ha efficacia dal 1° marzo 2017.