Sismabonus. Fino al 80%.

Una serie di detrazioni Irpef pensate per chi sostiene interventi sul proprio immobile

SISMABONUS in vigore sino al 31 dicembre 2021

L’obiettivo del Sismabonus è quello di promuovere una maggiore cultura della sicurezza e della prevenzione dal rischio sismico con l’intento di attuare una reale politica di prevenzione piuttosto che di ricostruzione a seguito di un evento sismico.

Il Sismabonus è una misura intrapresa per riconoscere sgravi fiscali finalizzati ad incentivare interventi di adeguamento e miglioramento sismico dei fabbricati esistenti. La detrazione è fino all’ 80% nel caso di edifici produttivi o residenziali, ripartita in 5 rate annuali di pari importo.

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I contribuenti che eseguono interventi per l’adozione di misure antisismiche sugli edifici possono detrarre una parte delle spese sostenute dalle imposte sui redditi. La percentuale di detrazione e le regole per poterne fruire sono diverse a seconda dell’anno in cui la spesa viene effettuata. Sono concesse detrazioni più elevate quando alla realizzazione degli interventi consegua una riduzione del rischio sismico.

Per le spese sostenute dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 spetta una detrazione del 50%, che va calcolata su un ammontare massimo di 96.000 euro per unità immobiliare (per ciascun anno) e che deve essere ripartita in cinque quote annuali di pari importo. La detrazione è più elevata (70 o 80%) quando dalla realizzazione degli interventi si ottiene una riduzione del rischio sismico di 1 o 2 classi e quando i lavori sono stati realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali (80 o 85%).

Infine, chi compra un immobile in un edificio demolito e ricostruito nei Comuni in zone classificate a “rischio sismico 1”, può detrarre dalle imposte una parte consistente del prezzo di acquisto (75 o 85%, fino a un massimo di 96.000 euro).

L’agevolazione è rivolta sia ai contribuenti soggetti all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) sia ai soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società (Ires). Dal 2017 gli interventi possono essere realizzati su tutti gli immobili di tipo abitativo e su quelli utilizzati per le attività produttive, situati sia nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) sia nelle zone sismiche a minor rischio (zona sismica 3), individuate dall’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003.

Perché fare l’intervento antisismico?

Salvaguardare la vita delle persone presenti in azienda. Salvaguardare la propria azienda, i macchinari, gli impianti, gli investimenti e la continuità aziendale.

Evitare fermi attività che possano implicare disagi per la continuità della vostra attività lavorativa.

Evitare importanti rischi penali a carico del datore di lavoro: il D.lgs. 81 stabilisce che il datore di lavoro è obbligato a fornire un luogo di lavoro stabile e sicuro.

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